l'altra

L’altra, è Elvira Serra, l’autrice del libro, ma potrebbe essere chiunque.
L’altra lo sono stata anch’io.

Il mio lui non era sposato, ma aveva una figlia appena nata e una compagna.

Per tutto il resto poteva essere il mio fidanzato: mi telefonava dieci volte al giorno per condividere ogni stupido pensiero, eravamo in sintonia su tutto e ci vedevamo almeno tre volte a settimana.

Questo per quasi due anni.

Le storie degli amanti sono speciali. 

Sono speciali perché non puoi fare un sacco di cose normali, così ne fai altre: più romantiche, più intense, più adolescenziali. Le storie degli amanti sono parziali, irreali, quindi perfette. E la pesantezza della quotidianità è confinata alla realtà delle mura familiari.

Lui mi raccontava di com’era cambiato il rapporto con la compagna dopo la nascita della figlia.

“Per fortuna ci sei tu” mi diceva sempre.

E io lo giustificavo in tutto chiedendomi perché tante donne ad un certo punto lasciano andare così facilmente i propri mariti nelle braccia di altre.  E come fosse possibile tanta sintonia e complicità tra noi, quando a casa c’era una donna con cui aveva avuto una figlia.

Un figlio dovrebbe essere l’unione più alta e indissolubile. Eppure.

Fare l’amante è inebriante, ma al tempo stesso doloroso. 

Ti dà la percezione di avere un amore superiore, migliore e diverso, ma con la sofferenza di non poterlo realizzare.

Fare la moglie è poco inebriante e più faticoso.

A dispetto di ogni statistica, loro si sono lasciati davvero.

Io sono stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma non mi ritengo la causa della loro separazione: il tradimento, prima ancora dell’amante, è un affare della coppia. 

E il suo significato va sempre ricercato lì.

O meglio ancora nelle famiglie d’origine dei singoli – la tendenza al tradimento, l’impossibilità nel recidere legami o la facilità a crearne di nuovi sono possibilità apprese dal proprio nucleo, per somiglianza o differenza.

Lui dopo la separazione ha tentato di ricostruire qualcosa con me, forse più per solitudine che per altro, perché a quel punto, dopo lo tsunami della loro rottura a me è arrivata addosso tanta di quella merda – le cose sono state gestite malissimo, lui era arrivato ai limiti dello stalking – che ormai anche il nostro rapporto si era totalmente sfaldato.

Non aspettatevi che le separazioni con figli siano facili, saranno molto dure, anche per voi “altre”

E ringrazio che sia finita così: altrimenti avrei avuto un ricordo perfetto di noi, una visione incompleta di lui che forse avrebbe impedito di vivere completamente altri amori.
Oggi sono una moglie e non sono perfetta.
Ho capito che il rapporto di coppia va coltivato quotidianamente e gli spazi a due presi di prepotenza, perché la famiglia ha una forza centripeta e totalizzante che non lascia spazio ad altro.

Ma soprattutto ho capito che il partner non deve diventare il bidone della spazzatura, dei malumori o dei musi lunghi. E se le cose davvero non vanno, piuttosto che trascinare bugie, doppie vite e stress a oltranza meglio una buona separazione che un matrimonio di convenienza.
Soprattutto per i figli.