C’è questo blog su Vanity Fair che parla di malasanità, soprattutto nelle sale parto, che se una è in dolce attesa e anche un po’ paranoica (chi è che non è paranoica in gravidanza?) e lo legge o emigra all’istante oppure, anziché farsi assistere dal compagno in sala parto, si porta dietro lo psicologo per evitare crisi di nervi.

panza contro panza: 5° mese contro 5° tacos – Messico 2011

Però una domanda è necessaria.
Cos’è successo e cosa sta succedendo all’Italia?
Succede che tagliano soldi alla Sanità e queste sono le conseguenze.
Una mia amica, che è vicedirettore dell’Ospedale xxx mi ha raccontato che la qualità della sua vita, negli ultimi anni è precipitata.
Le hanno tagliato quasi metà dello stipendio e i turni di lavoro sono allucinanti. A volte riposa 5 ore per notte e dice: “io, che magari non dormo da due giorni, devo operare delle persone.”

Nonostante i tagli, i turni poco umani ci sono realtà fatte di professionisti eccellenti, personale umano e competente.
E il parto e la degenza, comprese tre ecografie, sono garantita dal Sistema Sanitario Nazionale.
Ma anche la persona più competenete se messa in condizioni difficili, senza adeguate strutture, può sbagliare.

La realtà ospedaliera, soprattutto per la maternità in Italia, varia da regione a regione, da città a città. E al sud purtroppo si registrano sempre gli episodi più nefasti.

Io ho partorito alla Mangiagalli di Milano e mi sono trovata bene.
Nonostante il cesareo, dove anche il mio compagno è entrato in sala operatoria, tutto il personale che mi ha assistita è stato attento e gentile.
Devo dire che io avevo un’assicurazione che copriva e rimborsava le spese, quindi sono stata seguita da un’equipe privata, che significa che l’ostetrica e il ginecologo che mi avevano seguito per durante la gravidanza sono state le stesse che mi hanno accompagnato per il parto.
L’avevo fatto per non rischiare di essere trasferita in un altro ospedale perché sold out.
Sì perché a volte si rischia di arrivare con le doglie e sentirsi dire “è tutto pieno” e dover andare da un’altra parte.
E sono stata incredibilmente previdente: il reparto era pieno e non accettavano più nessuna partoriente.

Adesso lascio la parola a voi. Com’è andato il vostro parto?
Vi siete trovate bene oppure no?

Il post di Baby@theCity sulla maternità negli Stati Uniti potete leggerlo qui