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“Inchiesta shock: le donne intelligenti non fanno figli!”

Jessica Valenti, femminista americana, ha scritto un libro “Why Have Kids?”, tradotto in italia “le donne intelligenti non fanno figli” dove demolisce il mito della maternità mettendo in luce lo scarto tra come ci si immagina con un figlio e com’è in realtà essere madre –cioè un incubo-.

 E che quindi le donne che non fanno figli sono più furbe, statisticamente più colte (laureate e con master) e quindi più intelligenti. E forse grazie a questa cultura, istruzione e intelligenza scelgono di non diventare madri.
Forse anche far polemica è una strategia di marketing, ma sta di fatto che del suo libro se ne parla.
Ecco qualche perla di saggezza:

Le donne intelligenti non fanno figli:

“Dire che la mamma è il lavoro più importante del mondo è un modo furbo di accontentare le donne che non si sentono appagate. Le si tiene in casa così si evita che diventino avvocati e politici e abbiano lavori importanti nella sfera pubblica.

Mah, forse un fondo di verità c’è.

Io ho passato gran parte della mia vita cercando di non rimanere incinta.

Non sono mai stata una di quelle che giocava a fare la mammina con le bambole o che chiedeva alle amiche con i bimbi piccoli “oh me lo fai tenere un pò in braccio?”.
Non me ne fregava proprio niente del mondo della maternità.
Ricordo che le mie amiche del liceo, a causa di svariati incidenti di percorso, sono rimaste incinte tutte molto giovani: 20, 24, 25 anni- e io ogni volta che accadeva pensavo: “oh poverina, si è rovinata la vita”.

Ignoravo ciò di cui ora non riesco a fare a meno.

A dire il vero pensavo che non sarei mai diventata mamma.
E anche molti miei amici lo pensavano. Quando giro per la mia città con mio figlio e incontro vecchi amici spesso il commento più ricorrente è: “proprio tu con un figlio…”
Si, proprio io.

Ero consapevole del mio egoismo ed ero consapevole che quando hai un figlio devi provvedere alla sua sopravvivenza, che viene prima di te.
In tutto.
E quindi non ci pensavo minimamente a cedere la mia libertà in favore di una nuova vita.

E di libertà ne avevo tanta:

-Potevo decidere di prenotare un volo dovendomi solo preoccupare di incrociare i prezzi più bassi di SkyScanner con gli impegni in agenda, niente altro.
-Se al lavoro fissavano una riunione all’ultimo minuto, dopo le sette di sera, al massimo dovevo disdire il massaggio dall’estetista o l’aperitivo con le amiche.
-Avevo il lusso di lasciare il frigorifero vuoto e decidere se uscire a cena, ordinare sushi take away o morire di fame.
-Potevo fare sesso a qualsiasi ora del giorno e della notte.

-Potevo svegliarmi la domenica mattina alle 10, guardare l’orologio e decidere di tornare a dormire per altre due ore.
(gli ultimi due punti sono quelli di cui sento più la nostalgia.)

Ed ero anche in quella percentuale di donne apparentemente emancipate, con una laurea e un master e quindi dovevo essere più furba e non cadere nel tranello del richiamo riproduttivo.

Ma poi mi è successo.

Ho desiderato diventare mamma, senza sapere con esattezza a cosa sarei andata incontro. Ma tanto nessuno, finché non diventa genitore, sa veramente a cosa va incontro.

Il desiderio si è avverato, anche abbastanza velocemente, quindi sono diventata mamma.

E ho capito che è davvero faticoso e a volte anche frustrante, ma non è mai una sfiga.
Ho conosciuto un amore che non avevo mai provato per nessuno e che è un amore limpido, pulito e assoluto.
Ora la mia libertà finisce dove iniziano i bisogni e le necessità di mio figlio, ho stravolto la mia vita, i miei orari, il lavoro e tutte le abitudini di cui sopra sono un ricordo lontano. Ma va bene così.

E io forse, nonostante la laurea e i master sono poco razionale e forse anche poco intelligente.
E quel poco di intelligenza che avevo se ne è andata a puttane a causa della privazione di sonno forzata.

Il mio punto debole è, ed è sempre stata, la mia dipendenza dalle emozioni.

Quelle che ti fanno sentire viva,

Quell’agitazione adrenalinica prima di una prova importante,

Quella rabbia che non riesci a trattenere le lacrime,

Quelle emozioni che nascono dalla pancia, come i figli.

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E io sono governata dalla mia pancia e dai miei istinti.

Ciò che ti regala un figlio sono un fiume in piena di emozioni: dalla sensazione di stordimento del test positivo, alla gioia, all’attesa, alla preoccupazione per 37.5 di febbre, al dolore e all’emozione del parto, alla stanchezza e alla disperazione.
All’amore immenso e unico in un sorriso o in un abbraccio.

Tutte emozioni impetuose e irripetibili. Che nemmeno gli amori più tormentati, scenografici e passionali ti regalano.

 Non è vero che le donne che non fanno figli sono più intelligenti, più razionali, o più furbe.

Le donne che non fanno figli sono solo meno stanche.