E’ stata la mia prima estate da mamma e ancora non mi capacito che Lui, un bimbo – il mio bimbo- che ora cammina e mangia il gelato, l’anno scorso avesse il volto di un’ecografia e passasse le giornate prendendomi a calci le costole.

Mi sembra passato troppo poco tempo.
E mi sembra che tutto sia iniziato ieri.
“Ieri” si sarebbe svolto in Messico, il 10 gennaio 2011
Ero andata a trovare fidanzato per le vacanze di Natale.
Era il giorno della partenza e mi sentivo “strana”.
Senza dire niente a nessuno -nemmeno a fidanzato- sono andata in farmacia a comprare un test di gravidanza e mi sono infilata nel primo bar che ho trovato, un bar Messicano, una meraviglia di pulito, insomma.
Sono andata dritta in bagno, che più che un bagno, era un loculo senza luce e dopo aver fatto quello che dovevo fare sullo stick, immediatamente, è apparsa una sola lineetta rosa.
Una sola.
Che significa “non sei incinta”.

Il tempo di appoggiare il test al lavandino, di sistemarmi, di prendere la borsa, di riprendere il test per buttarlo e ho intravisto una leggerissima lineetta nella finestrella che fino a poco prima era vuota.
Cazzo.
Mi sono venute le palpitazioni.
Ho spalancato la porta del loculo con il test appiccicato al naso per verificare, alla luce, se la seconda lineetta ci fosse davvero.
Era sbiadita, ma c’era.

Sono uscita dal baretto Messicano (sempre con il test tra le mani) e, mezza stordita, sono tornata a casa.
Durante il tragitto avrò tirato fuori dalla borsa lo stick non so quante volte per verificare che la linetta non se ne fosse andata.

Tornata a casa e ho trovato fidanzato comodo e beato sul divano.
“Che faccia hai?” mi ha chiesto.
(quella che avrai anche tu tra poco, ho pensato)

Dopo avergli mostrato il test, dopo che lui ha controllato nelle istruzioni che due lineette corrispondessero a una gravidanza (è della vergine), dopo gli iniziali baci e abbracci e commozioni del caso, l’ho insultato pesantemente perchè voleva aggiungere al mio bagaglio a mano due magliette e un paio di jeans, di sua proprietà, da riportare in Italia.
Come si permetteva di appesantire la mia valigia mentre io ero incinta?

Quella è stata solo la prima di una serie di angherie che il maschio alfa ha subito durante la gravidanza e il post parto.
Oggi e’ il suo compleanno e anche quello di nostro figlio (sono entrambi della vergine, cazzo).

Tanti auguri amori miei, e per oggi, nessuna angheria.